La storia della Cisl

LE TAPPE DI UN LUNGO CAMMINO DA PASTORE A PEZZOTTA
di Ivo Camerini
Storia Cisl in sintesi

La Cisl viene fondata il 30 aprile 1950 con l’approvazione del ” Patto di unificazione delle forze sindacali democratiche”, votato all’unanimità dai delegati della Lcgil, della Fil e della Ufail, riuniti in assemblea generale costituente al teatro Adriano di Roma. In quel “patto ” costitutivo di cinquantun anni fa, tra l’altro, si affermano i seguenti punti: “La Cisl sorge per stringere in un unico volontario vincolo sindacale tutti i liberi lavoratori italiani che – convinti della necessità di respingere un sindacalismo fondato, ispirato e diretto da correnti politiche e ideologiche – vogliono impostare il movimento sindacale sull’autogoverno delle categorie esercitato nel quadro della solidarietà sociale e delle esigenze generali del Paese. La Cisl afferma la sua decisa volontà di tutelare il rispetto e la dignità della persona umana come condizione primaria di vera giustizia sociale e proclama i seguenti fondamentali diritti dei lavoratori, che prende solenne impegno di difendere e propugnare:

  1. diritto al lavoro, come naturale mezzo di vita, e alla sua libera scelta;
  2. diritto alla giustizia sociale, fondamentale mezzo di pace duratura nella convivenza civile;
  3. diritto all’inserimento delle forze del lavoro negli organi che determinano gli indirizzi della politica economica del Paese;
  4. diritto alla garanzia e alla stabilità dell’occupazione, nella più ampia libertà individuale e familiare;
  5. diritto all’assistenza e alla previdenza, contro ogni concezione paternalistica, da realizzare attraverso una legislazione che garantisca stabilmente il soddisfacimento delle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie in ogni tempo e in ogni evenienza della vita;
  6. diritto alla costituzione di libere organizzazioni democratiche e al libero esercizio della loro azione sindacale, ivi compreso il diritto di sciopero, per la legittima difesa degli interessi di chi lavora;
  7. diritto alla rappresentanza dei lavoratori negli organismi, che esistono e possano esistere, in modo da rendere determinante l’influenza del mondo del lavoro sugli orientamenti sociali della vita nazionale;
  8. diritto all’immissione delle forze del lavoro nella gestione e nel possesso dei mezzi di produzione.

La Segreteria confederale eletta dall’Assemblea generale dell’Adriano risulta così composta:
Giulio Pastore (segretario generale), Giovanni Canini, Paolo Consoni, Roberto Cuzzaniti, Luigi Morelli, Enrico Farri (segretari), Alberto Cajelli, Paolo Cavezzali, Dionigi Coppo, Giuseppe Giuffré, Amleto Mantegazza, Anselmo Martoni, Appio Claudio Rocchi, Bruno Storti ed Ermanno Trebbi (vice segretari).
È la prima segreteria confederale ed è quella che porterà la Cisl al suo primo Congresso nazionale del 1951.
Questi dirigenti, di diversa provenienza politica e culturale, sono i protagonisti del non facile passaggio vissuto dal ‘libero’ sindacato dopo la rottura del 1948 e vengono oggi indicati dalla letteratura storica come ‘coloro che seppero accendere il fuoco del sindacalismo democratico nell’Italia del secondo novecento’. Questa definizione è riferita anche ‘all’attraversamento del mar rosso’ che dovettero compiere nell’estate del 1948 in seguito allo sciopero politico proclamato dalla componente socialcomunista dopo l’attentato a Palmiro Togliatti. Un attraversamento che ebbe come tappe intermedie, ma fondamentali, la costituzione della Lcgil e della Fil.La Lcgil, costituita il 17 ottobre 1948 da Pastore e dai sindacalisti della corrente cristiana della Cgil unitaria, fu la prima roccaforte del sindacalismo democratico italiano e risultò essere l’edificio portante dell’unificazione del 30 aprile 1950 che diede appunto vita alla Cisl.

La nascita della Cisl nella stampa italiana (30 aprile – 3 maggio 1950).

di Ivo Camerini

Recentemente, in un pubblico intervento (Roma, 1 marzo 2000; presentazione del libro di Mascini: ‘Profitti e salari’), il giornalista Mario Pirani ha affermato che occorre ribaltare la tesi, a lungo sostenuta dalla maggioranza degli intellettuali italiani, che la rottura sindacale del 1948 fu una iattura per il movimento sindacale italiano e quindi che va riconosciuta la portata storica e positiva di quell’avvenimento per lo sviluppo democratico dell’Italia. Stessa tesi viene sostenuta e approfonditamente motivata da Giuseppe Vedovato in un ampio e ragionato articolo pubblicato su Via Po del 19 marzo 2000. Ora (siccome la nascita della Cisl trova la sua vera e decisiva ‘levatrice’ in quell’episodio di rottura del luglio 1948 e negli avvenimenti sindacali che susseguirono) nell’avvicinarsi del cinquantesimo della Cisl ritengo utile riproporre una mia piccola ricerca sui quotidiani italiani di quella primavera del 1950 che vide anche la nascita della Uil (5 marzo 1950).
Come si parlò della nascita della Cisl nella stampa italiana nei giorni di fine aprile e primi di maggio 1950? Quali i toni dei commenti, le valutazioni, l’accoglimento, o meno, espressi sull’operazione politica voluta e condotta in modo preminente da Giulio Pastore in quella primavera di 50 anni fa?
È per rispondere a questi interrogativi, e, principalmente, per ricostruire una documentazione sul ‘che cosa’ dissero le cronache dell’epoca sull’avvenimento, che mi è apparso utile ed interessante riandare a sfogliare la stampa quotidiana di quei giorni. Infatti attraverso la redazione di una essenziale Rassegna stampa si può offrire la possibilità di rileggere titoli e passi significativi di una cronaca che con l’andar del tempo è divenuta storia non solo della Cisl, ma dell’intero movimento sindacale e della storia sociale del novecento italiano.
Con questa intenzione, si è svolta la ricerca in emeroteca tuttavia, come è facile constatare, non si può fare a meno di sottolineare che la quasi totalità della grande stampa italiana di quei giorni a cavallo tra l’aprile ed il maggio 1950 non coglie la ‘novità Cisl’. Cioè: nei cosiddetti giornali indipendenti l’avvenimento della nascita della Cisl viene visto ed inserito soltanto dentro il contesto delle manifestazioni del 1° Maggio senza intuizione del significato della nuova presenza sindacale che prende ad organizzarsi tra i lavoratori italiani.

a) – I giornali cosiddetti ‘indipendenti’.

IL CORRIERE D’INFORMAZIONE (è l’edizione pomeridiana del ‘Corriere della Sera’, Milano) riporta la notizia in prima pagina nella sua edizione del pomeriggio del 2 maggio 1950, dedicandovi un discreto spazio tipografico. Nell’editoriale Un fatto nuovo’, firmato Silvio Negro, tra l’altro, si scrive: “… l’avvenimento che ha avuto la sua consacrazione ufficiale domenica mattina in una grande adunata all’Adriano di Roma, (…) può rappresentare veramente un fatto nuovo di notevole importanza nella vita del Paese “. (Cfr. ‘Corriere di informazione ‘, 2-3 maggio 1950, p.1).
La cronaca dell’avvenimento è pure riportata in prima pagina sotto il titolo a quattro colonne: II diritto alla giustizia sociale affermato dalla Confederazione dei Sindacati. E nel sommario si dice: ‘Solenne cerimonia all’Adriano per la costituzione della nuova organizzazione. L’On. Pastore eletto Segretario’.
IL CORRIERE DI SICILIA (Catania) invece non rileva l’avvenimento e solo nella pagina interna, dedicata alla cronaca cittadina, nell’articolo ‘Manifestazione di Lcgil e Fil per la festa del 1° Maggio’, fa un fugace accenno al fatto che il 30 aprile mattina si era avuta una riunione tra i dirigenti Lcgil e Fil per celebrare insieme il 1 ° Maggio e l’unificazione che nella stessa mattinata nel campo nazionale veniva effettuata (Cfr. ‘Corriere di Sicilia’, 3 maggio 1950).
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Bari) il 30 aprile titola invece in prima pagina: La Confederazione unitaria del lavoro verrà costituita oggi a Roma e nel sommario scrive: “Vi confluiscono Lcgil, Fil e Sindacati autonomi con un totale di un milione e seicento mila aderenti “. L’edizione del 1 ° Maggio riporta l’articolo, sempre in prima pagina: La Cisl costituita: e nel sommario: “Tutti i liberi lavoratori d’Italia fusi in un solo organismo per la difesa del lavoro, della giustizia sociale e della dignità umana, su un piano di comprensione degli interessi del Paese “.
IL GIORNALE D’ITALIA (Roma) del 3 maggio nell’articolo ‘I principi posti alla base della nuova Confederazione unitaria, preceduto dall’occhiello come è nata la Cisl, scrive: “(…) dopo la proclamazione della costituzione della Cisl letta da Roberto Cuzzaniti al microfono, il foltissimo pubblico che gremiva il teatro Adriano in ogni ordine di posti scattava in piedi applaudendo freneticamente; la banda intonava l’inno di Mameli, dall’alto cadeva una pioggia di manifestini multicolori e la Confederazione italiana sindacati lavoratori era nata. Nata in seguito a lunghe e laboriose trattative allo scopo di dare ai lavoratori italiani, dopo l’infelice prova fornita dalla Cgil unitaria, un organismo democratico libero da ogni ideologia politica e dall’asservimento ai partiti. Un organismo insomma, teso alla piena rivendicazione di tutti i diritti del lavoro. Riuscirà la Cisl a tradurre sul terreno della realtà tali nobili intenti?”. (Cfr. ‘Il giornale d’Italia, 3 maggio 1950, p. 2).
IL GIORNALE DELL’EMILIA (Bologna, attuale ‘Resto del Carlino’) da la notizia nella sua edizione del 3 maggio ali’interno di un articolo di cronaca su “Le manifestazioni del 1° Maggio in Italia”. Il breve ed asciutto resoconto inizia così: “La nuova Confederazione del lavoro – la Cisl (Confederazione Italiana dei Sindacati Lavoratori) – è stata ufficialmente costituita al teatro Adriano di Roma, domenica mattina, a conclusione dell’Assemblea dei delegati delle ormai disciolte Lcgil, Fil e Unione federazioni autonome italiane lavoratori”. (Cfr. ‘Il giornale dell’Emilia’, 3 maggio 1950, p. 2).
IL GLOBO (Roma), quotidiano di informazione economico-finanziaria, fa un breve trafiletto sulla notizia nella sua edizione del 30 aprile. Sotto il titolo Costituzione della Cisl, si legge: “Nel campo sindacale i fatti salienti sono costituiti dalla preparazione della celebrazione del primo maggio, dalla costituzione della Cisl e dalla astensione dal lavoro dei ferrovieri di un quarto d’ora nella giornata di domani”. (Cfr. ‘Il Globo’, 30 aprile 1950, pag. 1). Poi non una parola di più.
IL MATTINO (Napoli) riporta la notizia nell’edizione del 29 aprile. Nell’articolo La Cgil organizza nuove agitazioni, preceduto dall’occhiello Mentre nasce la Cisl vi è un breve riassunto della conferenza stampa tenuta da Pastore il giorno prima per illustrare l’avvenimento del 30 aprile. Nella collezione dell’emeroteca della Biblioteca nazionale centrale di Roma mancano però le copie delle edizioni del 30 aprile e 2 maggio 1950 e quindi non è stato possibile vedere ulteriori articoli.
IL MESSAGGERO (Roma), il 30 aprile, nell’articolo La celebrazione del 1° Maggio scrive tra l’altro: “Questa mattina con una celebrazione all’Adriano sarà celebrato l’atto di nascita della Cisl (…). Enrico Farri ed Appio Claudio Rocchi, rispettivamente Segretario generale e Vice segretario della Fil, hanno ricevuto, da parte del collegio dei probiviri del Pri a cui essi appartengono la notizia di espulsione. I due sindacalisti erano stati sottoposti due mesi or sono al giudizio dei probiviri per l’azione sindacale da essi svolta non in conformità alle direttive del partito. Infatti la direzione del Pri si era opposta al processo di unificazione tra la FIL e la Lcgil, che invece i due sindacalisti calorosamente approvavano “. (Cfr. ‘Il Messaggero’, 30 aprile 1950, p. 1). Nell’edizione del 3 maggio vi è una veloce cronaca dell’assemblea svoltasi all’Adriano, riportata nell’articolo: Le manifestazioni del 1° Maggio in Italia e nei vari Paesi del mondo.
Cronache brevi ma precise, vengono pubblicate da:
LA NAZIONE(Firenze) nelle sue edizioni del 30 aprile (Oggi l’unificazione della Lcgil e della FIL, p. 1) e del 2 maggio (I liberi sindacati italiani riuniti nella nuova Confederazione – L’atto della nascita della Cisl, p. 1).
La NUOVA STAMPA (Torino, l’attuale ‘Stampa’) accenna all’avvenimento nella parte finale di una corrispondenza da Roma di Vittorio Gorresio, che commenta “la trasformazione della Lcgil in Cisl (…) è intesa a togliere al comunismo la sua arma più forte cioè la massa operaia”. (Cfr. Panorama sindacale di V. Gorresio, in ‘La Nuova Stampa’, 30 aprile 1950, p. I).
PAESE SERA(Roma), formalmente indipendente, ma di fatto fiancheggiatore del Pci, sotto il richiamo ultim’ora pubblica nella sua edizione del 29 aprile, la seguente nota: “II presidente del Consiglio ha avuto questa mattina al Viminale un colloquio di carattere sindacale. Egli ha ricevuto infatti il leader dei sindacalisti scissionisti, onorevole Pastore. Nel corso del colloquio, Pastore ha informato il Presidente del Consiglio dei tentativi in corso per l’unificazione delle forze sindacali scissioniste, in particolare della FIL, della Lcgil e del Csl. Della nuova organizzazione sarebbe segretario lo stesso on. Pastore (Cfr. Pastore da De Gasperi per i sindacati liberi, in Paese Sera, 25 aprile 1950, p. 2). Poi, nei giorni successivi, null’altro.
IL TEMPO (Roma) il 3 maggio, pag. 5, riporta l’avvenimento attraverso una cronaca di due mezze colonne intitolate: La Cisl proclamata al suono degli inni nazionali, ed in sommario: “L’On. Pastore sintetizza nel suo discorso all’Adriano il programma della nuova organizzazione. La Cgil ha celebrato il 1 ° maggio con i discorsi politici e filosovietici “.

b) – I giornali ‘dei Partiti’.

L’Avanti (Psi) il 3 maggio, nella pagina interna dedicata alla cronaca di Roma, scrive nella nota I liberini cambiano sigla: “(…) duemila persone con il biglietto pagato assistono all’evento, sedute sugli scalini del Tribunale. Domenica scorsa al teatro Adriano è morta una sigla e ne è nata un’altra. Defunta la Lcgil è sorta la Cisl sempre diretta dal deputato D.C. Giulio Pastore, sempre pronta a seguire gli ordini del Governo, sempre decisa ad opporsi alle più legittime aspirazioni dei lavoratori “. (Cfr. “L’ Avanti “, 3 maggio 1950, p. 2).
L’UNITÀ (Pci) parla dell’avvenimento solo il 3 maggio nella pagina interna dedicata alle notizie dell’interno e dall’estero; nella parte finale di un articolo su “malcostume democristiano”, scrive “(…) Con una ridicola manifestazione sciovinistico – bandistico – folcloristica si sono fuse domenica mattina all’Adriano Lcgil e FIL dando luogo alla nuova “Confederazione italiana sindacati lavoratori”. Capo della Cisl sarà naturalmente Pastore”. (“Cfr. Viola conferma le accuse contro il malcostume democristiano, in “L’Unità”, 3 maggio 1950, p. 5).
LA VOCE REPUBBLICANA (Pri) pubblica la notizia il 3 maggio con un corsivo in prima pagina, in basso a sinistra, firmato “il segnalinee “. Sotto l’occhiello Accadde all’Adriano ed il titolo Suggellato in sette discorsi il matrimonio fra Fil e liberini, il seguente sommario: “contadini e massaie trasportati dalla provincia in pellegrinaggio sindacale “.
Tra i giornali di partito solo IL POPOLO (Dc) da spazio all’avvenimento della nascita della Cisl. Il 30 aprile pubblica un editoriale di Pastore intitolato Festa del lavoro, in cui tra l’altro, viene sottolineato che “la celebrazione del 1° Maggio si accompagna quest’anno con un avvenimento che consacra ancora una volta la naturale aspirazione del mondo del lavoro all’unità (…) si può essere sicuri che il 1° maggio 1950 costituirà pietra miliare per la storia gloriosa del proletariato italiano ” (Cfr. “Il Popolo, 30 aprile 1950, p. 1).
Ed inoltre, sempre in prima pagina, riporta un’intervista allo stesso Pastore, in cui questi, tra l’altro, dichiara: “L’atto costitutivo sarà quanto di più semplice si può immaginare. Proclamato lo scioglimento delle organizzazioni unificande saranno solennemente annunciati i principi su cui si fonda la nuova organizzazione. Tali principi si possono così riassumere:

movimento sindacale impostato sull’autogoverno delle categorie, esercitato nel quadro della solidarietà sociale e delle esigenze generali del Paese;
rispetto e tutela della dignità della persona umana come condizione primaria di una giustizia sociale;
difesa del diritto al lavoro, della giustizia sociale e inserimento delle forze del lavoro tra i popoli allo scopo di contribuire al benessere generale ed alla pace.
Tali principi saranno inseriti nello Statuto della Cisl e diverranno patrimonio comune di tutti i lavoratori italiani “. (Cfr. Nasce la Cisl in ‘II Popolo’, 30 aprile 1950, p. 1).
Tutti questi due pezzi sono collocati in prima pagina sotto il titolo unificante a cinque colonne “Al primo posto il lavoro netta libertà e nella giustizia” che comprende anche il testo completo del manifesto che Lgil, Fil e Ufail indirizzano ai lavoratori italiani in occasione della festa del primo maggio e che qui di seguito riporto integralmente.
“Lavoratori! Questo primo maggio si celebra sotto l’auspicio di un grande evento che è pegno di una sicura rinascita del movimento sindacale italiano e che dischiude un luminoso orizzonte al vostro cammino verso l’emancipazione sociale. La festa del lavoro suggella quest’anno un nuovo patto di affratellamento, nei comuni ideali, di tutte le libere e democratiche forze del lavoro nel nome della Confederazione italiana
dei Sindacati dei Lavoratori.
Non migliore e più concreta promessa di riscatto morale e materiale poteva recarvi la ricorrenza del 1° Maggio, così come non sotto migliore auspicio poteva nascere la nuova grande organizzazione sindacale. Essa chiama a raccolta voi tutti, lavoratori, di ogni categoria del braccio e del pensiero che, delusi del sistematico sfruttamento politico dell’organizzazione operaia, attendevate che una nuova più vasta unità sindacale
sorgesse per la legittima difesa dei vostri sacrosanti diritti nel pieno rispetto delle libertà democratiche e nella cosciente valutazione dei superiori interessi del Paese, consapevoli che solo nel quadro di una generale rinascita dell’Economia Nazionale risiede la possibilità di un miglioramento sociale di tutti i lavoratori.
Lavoratori, foste adescati e credeste; foste ingannati e vi ritraeste sfiduciati, divisi e sospettosi.
Un gran numero di lavoratori ha atteso un nuovo centro di unità ispiratrice, una formula di nuovo ordinamento sindacale, una concorde e libera associazione, cui siano leggi l’eguaglianza e il metodo democratico. L’esperienza dei tre movimenti che oggi confluiscono nella nuova organizzazione democratica (Lcgil, Fil e Sindacati autonomi) insegna che solo la totale eliminazione delle correnti ideologiche, la libera affermazione dei valori individuali e l’assoluta indipendenza dai partiti e dal Governo costituiscono le condizioni che rendono l’organizzazione
delle forze lavoratrici strumento efficace per la loro elevazione e per la garanzia della libertà.
Festeggiamo quindi con entusiasmo ed orgoglio la nascita della Cisl. Su queste solide garanzie, lavoratori, in occasione di questo 1° Maggio, la Cisl assume il solenne impegno di guidarvi verso la redenzione economica attraverso un’azione sindacale di responsabilità e di consapevolezza, senza deviazioni o facili suggestioni demagogiche, nell’intento di assicurare alla classe lavoratrice conquiste sociali effettive e durevoli.
Lavoratori, restituite voi al sindacato la sua forza e la sua specifica funzione di strumento di lotta per il comune affrancamento: questo sia l’impegno che assumete celebrando la vostra festa. Unitevi nella libertà e sarete potenti nella giustizia. Viva il sindacalismo libero e democratico! Viva la classe lavoratrice! Viva la festa del lavoro!”.
Per ribadire gli ideali e la storicità dell’avvenimento il popolo dedica poi alla nascita della Cisl l’intera pagina tre che, sotto il titolo a nove colonne: I liberi sindacati hanno difeso i lavoratori dai tentativi di sopraffazione della rossa Cgil, propone ai lettori i seguenti articoli: Un lungo cammino; Due tesi sindacali dividono il mondo; II Governo non sta a guardare; Una nuova unione mondiale libera da schiavitù ideologiche; Conquiste organizzative.
L’edizione de ‘II Popolo’ del 3 maggio riporta in pagina quattro una ampia cronaca, intitolata: Costituita la Confederazione dei Sindacati democratici.

c) – I giornali “cattolici”

L’OSSERVATORE ROMANO, quotidiano ufficioso della Santa Sede, registra la notizia dell’avvenimento nella sua edizione del 30 aprile, nelle quattro righe finali dell’articolo Notizie italiane – La situazione politica, pubblicato a pagina 5. Sempre il 30 viene pubblicata pure una nota d’agenzia intitolata: assemblea per la costituzione della Cisl. Il due maggio invece dedica in pagina due una cronaca dettagliata, ma lineare e distaccata, come è nel costume giornalistico di questa testata, all’assemblea svoltasi al teatro Adriano. Il titolo è: La nascita della confederazione dei sindacati dei lavoratori. Ed infine nel consueto articolo Notizie Italiane – La situazione politica, appaiono ancora le seguenti parole: “L’avvenimento più importante della giornata domenicale è stata la riunione sindacale di Roma con la nascita della nuova organizzazione democratica e indipendente, la Cisl” (Cfr. L’Osservatore Romano, 2 maggio 1950, p. 4).
Notevole spazio all’avvenimento viene dedicato da parte del giornale portavoce delle organizzazioni cattoliche, L’AVVENIRE D’ITALIA (Bologna) che già il 29 aprile,riporta in prima pagina una cronaca di agenzia intitolata: Nasce la Cisl il primo maggio. Il giorno seguente, il 30 aprile, è il direttore del giornale, Raimondo Manzini, che interviene sull’argomento con l’editoriale Primo Maggio chiaramente ‘ispirato’ da oltre Tevere. Tra l’altro si scriveva “(…) In questo primo maggio i lavoratori si trovano innanzi ad un avvenimento la cui portata non tarderà a manifestarsi: la nascita della Cisl che rappresenta l’unificazione
della Lcgil e della FIL; una confederazione nettamente democratica le cui finalità sono scopertamente evidenti nel manifesto stesso che pubblichiamo in altra parte del giornale (…). La Cgil da sola non riesce più a concludere nessun contratto perché sul terreno delle rivendicazioni sociali si fa sempre più sentire l’indirizzo tecnico – sindacale della Cisl. Solo nelle azioni violente i sindacalisti rossi riescono ancora a far sentire un loro peso, ma è forza sterile e destinata a svuotarsi via via che il sindacalismo rientra nel suo naturale alveo, libero da asservimenti unilaterali e mentre i rossi si appellano ad una specie di autarchia di tipo fascista, la Cisl punta sulla liberalizzazione delle merci e della mano d’opera”. (Cfr. “L’Avvenire d’Italia”. 30 aprile 1950, p. 1). Il 3 maggio il giornale riporta un ampia cronaca del discorso tenuto il 1 ° maggio dal segretario generale della Cisl e nel sommario dell’articolo, sotto il titolo Pastore a Bologna, si legge “Basi ed indirizzo della Cisl – onore al coraggio dei liberi emiliani “.
Il quotidiano bolognese ritorna poi sull’avvenimento il 5 maggio in un articolo di taglio ideologico, intitolato Chi tradì? e firmato (m. c.). Vi si legge tra l’altro: (…) L’atto ha un’importanza che trascende il valore sindacale della cosa per realizzare un fatto della maggior importanza politica e morale. Infatti i lavoratori che hanno accolto la libertà nel campo della tutela economica e sindacale hanno fondato le loro organizzazioni e categorie, inequivocabilmente affermato che i principi e i sentimenti politici che individualmente ciascun lavoratore professa non sono di ostacolo ad una intima unione di tutti i lavoratori, prescindendo dal partito politico a cui aderiscono, per un leale e completo accordo nel campo delle realizzazioni economico – sociali che le organizzazioni sindacali hanno il dovere ed il compito di realizzare per loro conquistando una sempre migliore, ma possibile vita, sia come tenore di essa sia come situazione morale del prestatore di opera nei confronti del capitale: con questo atto si raggiunge inoltre la materiale prova che la confederazione dei liberi sindacati non è asservita a nessuna idea e fede politica, ma obbedisce esclusivamente all’imperativo dell’interesse dei lavoratori che, necessariamente deve arrangiarsi con quello non solo del datore di lavoro, perché la produzione consenta in un tempo, di assicurare ai lavoratori stessi la continuazione sicura e tranquilla dell’occupazione, ma anche al bene generale che si realizza nella prosperità e nella fraternità sociale di tutti i cittadini della Patria (…). Il fatto che i lavoratori di differenti sentimenti politici, ma di uguale senso morale e di incompatibilità, si siano tesi la mano al di sopra e al di fuori delle ideologie che ognuno è libero di professare quando queste non contrastino con l’ordine e la morale sociale democraticamente intesa, garantisca a tutti i lavoratori che la difesa economica non sarà più proposta a interessi particolaristici di tendenze e di partiti politici”.(Cfr. “L’Avvenire d’Italia’, 5 maggio 1950, p. 1).
Nelle pagine de “IL QUOTIDIANO” (Roma) il fatto, invece, trova limitatissimo spazio, dedicato, per l’altro, esclusivamente a rapide cronache. Nell’edizione del 29 aprile la notizia viene data in un articolo della cronaca di Roma in pagina due: L’unificazione dei liberi sindacati annunciata domani ufficialmente. L’edizione del 30 aprile ha solo mezza colonna di cronaca in prima pagina sotto il titolo La nuova Confederazione dei sindacati democratici. Il 3 maggio 1950, il giornale della Ac, presieduta da Gedda, porta una breve cronaca in prima pagina dell’Assemblea all’Adriano con l’articolo: II discorso di Pastore per la nascita della Cisl.

Ivo Camerini